L’uomo al centro

Viviamo in un contesto di mercato in cui diversi fattori si integrano per la prima volta nella nostra storia:

  1. Crisi dei consumi
  2. Rivoluzione tecnologia
  3. Globalizzazione
  4. Sensibilità verso tutte le tematiche di ecosostenibilità legate alle preoccupazioni verso il futuro

Operare in un contesto così inesplorato mi ha stimolato a ricercare una metafora che meglio esprimesse le similitudini con la realtà attuale: il sottomarino.

Questi grandi pachidermi marini super tecnologici navigano in acque profonde, sconosciute e tendenzialmente piene di ostacoli, dove gli equilibri sono precari e solo una loro gestione eccellente può garantirne il successo.

Tutti gli uomini dell’equipaggio hanno ruoli precisi e devono saper convivere in spazi ristretti, rispettare regole e ordini, fidandosi dei propri superiori e compagni. Inoltre, devono essere preparati ad affrontare imprevisti potenzialmente fatali.

All’inizio di ogni missione si effettua un briefing pre-navigazione in cui vengono spiegati gli obiettivi e le informazioni da trasmettere.

L’equipaggio, normalmente composto da una trentina di persone, si divide in squadre di lavoro alternando sei ore di guardia e sei di riposo. Il sottomarino infatti, non si ferma mai e avanza imperterrito negli abissi del mare.

Non esiste una giornata tipo: ogni giorno differisce da quello precedente e ognuno deve essere pronto ad ogni evenienza. Riflessi veloci e massima concentrazione.

Con queste caratteristiche non è difficile trovare similitudini tra sottomarino e mondo retail.  In entrambe le realtà occorre avere rigore, disciplina e metodo.

Se è vero che il retail deve generare emozioni per concretizzare i desideri dei clienti, è anche vero che per fare accadere ciò, in ogni momento della giornata, occorre un’attenzione al dettaglio e un’organizzazione perfetta. Su questa tema gli americani hanno insegnato molto, come realizzare un sogno attraverso un modello organizzativo rodato, migliorato e customizzato, ogni giorno.

Tutto questo pone l’uomo al centro e l’integrazione fra le persone e l’allineamento verso gli obiettivi è la vera differenza: tradotto, gli scopi sono condivisi, i traguardi festeggiati e le sconfitte accolte come insegnamenti.

I sottomarini, così come le aziende, sono strutture delicate e speciali. Ciò che li rende particolari è l’ambiente in cui operano: gli abissi marini l’uno, la complessità dei mercati l’altro.

La pressione dell’acqua, così come quella dei competitor, sono nemici spietati e la struttura e le risorse umane devono essere particolarmente resistenti nel tempo e poterli combattere.

Anche una sola incrinatura, come ad esempio una risorsa poco ingaggiata, ha un potenziale distruttivo inimmaginabile!

Mi hanno sempre affascinato le persone che operano nei sottomarini, forgiate alla resilienza ma adattabili a qualsiasi evenienza.

 

Foto di Mystic Art Design da Pixabay

About the Author

Dopo percorsi professionali nel settore commerciale, nel 1989 fonda una società di ricerche marketing, formazione e consulenza che negli anni si è specializzata nel mondo retail, attualmente presente con il brand Cavalieri Retail. La società ha realizzato oltre 2.000 progetti nel settore della distribuzione operando in diversi segmenti del mercato e formato 40.000 persone per i maggiori brand italiani e internazionali.
E’ docente di master specialistici nelle principali Business School e Università italiane. Da 30 anni scrive sulle principali testate del mondo della distribuzione fisica e digitale ed è autore di “Un desiderio chiamato retail“.