Una rosa per sempre: il caso Rosacisalpina

La rosa possiede un fascino senza tempo: coltivata già dagli antichi egizi, proclamata regina dei fiori dalla sacerdotessa Saffo, nel corso dei secoli è stata fonte di ispirazione per artisti e poeti che l’hanno associata simbolicamente all’amore, alla bellezza e alla perfezione, ma soprattutto, ha abbellito giardini reali e caratterizzato le scelte di regine e principesse.

Di questo bellissimo fiore esistono più di 3.000 varietà e per conoscerlo meglio, abbiamo rivolto qualche domanda ad Alberto Galliati, titolare dell’azienda florovivaistica Rosacisalpina, il quale offre un servizio decisamente unico in fatto di rose.

La vostra famiglia ha una lunga tradizione alle spalle, vuole raccontarci com’è nata l’azienda?

La nostra azienda nasce nel 1948 nella sede della storica fortezza di Verrua Savoia.

Sin dal principio ci fu un interesse particolare per le coltivazioni vivaistiche, infatti, piante da frutta e rose, erano il core business dell’attività.

Negli anni ’60, grazie alla passione di papà Franco, avviene il salto da rosaicoltori a ibridatori. Papà ha avuto l’onore di apprendere i rudimenti dell’ibridazione direttamente dai fratelli Giacomasso, maestri di fama mondiale, fornitori della casa Reale dei SAvoia e non solo, ha anche recuperato una collezione di rose Giacomasso, che oggi fanno parte del nostro patrimonio vivaistico.

Con ben 70 anni di esperienza alle spalle, possiamo affermare di essere tra le aziende storiche di produttori piemontesi.

Che differenza c’è tra rosaicoltori e ibridatori?

Le differenze sono notevoli: il rosaicoltore è colui che produce e coltiva rose già esistenti, l’ibridatore, invece, crea nuove varietà di rose.

L’ibridatore è chi seleziona delle rose in base a precisi criteri (colore, profumo, resistenza, adattabilità) e, facilitando l’impollinazione tra di esse, genera nuovi individui selezionando quelli con caratteristiche particolari e che evidenziano peculiarità migliorative rispetto ai genitori di partenza.

Si tratta di un lavoro molto specialistico che richiede tempi lunghi e una buona collezione di soggetti da incrociare tra loro.

Quali sono le caratteristiche che rendono il vostro vivaio unico?

Rispetto agli altri attori del settore, una cosa ci distingue in modo particolare: le rose.

Rosa Anna d’Alençon

Si consideri che, il vero patrimonio di un’azienda ibridatrice è rappresentato dalle piante madri e padri presenti in vivaio, ora la probabilità che gli ibridatori partano dalle stesse piante d’origine è molto elevata, per cui non si crea un reale vantaggio di partenza. La caratteristica peculiare della nostra azienda, invece, è quella di poter di disporre di un patrimonio unico di piante madri e padri, che non trovano riscontro presso altri ibridatori.

Possediamo, dunque, rose praticamente introvabili con un grande patrimonio storico e genetico alle spalle che potranno generare figli che, tra le loro caratteristiche di unicità, avranno anche la discendenza da genitori illustri e che nessun altro sarà in grado di avere.

Attualmente ci sono progetti in corso?

Oggi sono più di 1.000 le rose in osservazione, un decina quelle che sono in fase avanzata di selezione. Uno degli aspetti che cerchiamo di ottenere è il profumo, caratteristica difficile da riscontrare se non in determinati tipi di colore, per questo raggiungere il risultato desiderato è così ostico.

Per la certificazione della pianta siamo in contatto con il CNR che ci darà la possibilità di utilizzare un loro brevetto basato sull’analisi del DNA e garantito da blockchain per certificare il prodotto.

Stiamo inoltre terminando un progetto diretto dall’Università di Torino (DISAFA) per impiantare un roseto storico/sperimentale nella fortezza di Verrua Savoia.

Aspirazioni da realizzare in futuro?

Ci piacerebbe creare un mercato nuovo fatto della stessa esclusività e valore dato dalla storia del patrimonio vivaistico.

Vorremmo che le nostre creazioni potessero essere acquistate da persone che possano essere coinvolte durante tutto il processo di selezione (che dura appunto diversi anni) oppure semplicemente che godano delle selezioni scelte da noi.

Vorremo realizzare inoltre azioni finalizzate ad esaltare l’unicità dell’acquisto, come: la creazione di un albo, la definizione del nome con il cliente, la registrazione presso enti certificatori, la certificazione di perpetuità della pianta acquistata garantendo una riproduzione aziendale della rosa unicamente al fine di sostituire l’originale nel caso in cui dovesse morire, la realizzazione di cloni da utilizzare alla bisogna, il coinvolgimento di aziende di design per la creazione dei vasi/confezioni da regalo, insomma vorremmo valorizzare un prodotto profondamente “Made in Italy”.

E’ proprio il caso di dire che, quando la natura incontra l’estro, può nascere un vero capolavoro. Avere nel proprio giardino una rosa unica al mondo, con la sua storia e personalità, significa concedere alla vista un godimento estetico che non ha eguali.

About the Author

Laureata in Comunicazione&DAMS con un Master di Progettazione e Management del Multimedia, si occupa di comunicazione digitale.
Appassionata di arte e cinema.