La formazione sostenibile nel Retail 4.0

In un settore come quello del Retail, dove tutto è in costante cambiamento ed evoluzione – trend, comportamenti d’acquisto, competitività del mercato ecc – è normale che un’azienda possa trovarsi immobilizzata dall’incertezza e non abbia sempre ben chiaro come e quale strategia adottare.

Per rispondere a questo dubbio occorre focalizzare la propria attenzione, ancor prima che al cliente, al proprio team, ovvero alla squadra di professionisti al quale affidiamo la nostra immagine e con cui condividiamo gli obiettivi.

Come? Attraverso percorsi di personalizzata.

La Formazione: un asset strategico

La formazione è uno dei principali strumenti aziendali impiegati per rimanere al passo con le novità e per allenare la capacità delle persone nel dare il loro contributo in termini di Shopping e Customer Experience.

Investire nel training del personale risulta ancora più utile e vantaggioso durante la “Covid Economy”che ha portato a ridisegnare processi organizzativi, ruoli delle persone e relative competenze; mai come ora è indispensabile avere un team motivato, attento ai dettagli e capace di cogliere ogni sfida come opportunità.

Purtroppo, nel nostro Paese, la formazione non è adeguatamente valorizzata ed è ancora troppo spesso pensata in chiave riduttiva. Non a caso, infatti, rispetto agli altri Paesi Europei, siamo quelli che investono meno in questo campo.

Complice dell’atteggiamento riluttante nei confronti di questo strumento è l’idea – errata, ma largamente diffusa – secondo la quale intraprendere percorsi di formazione comporti degli oneri troppo elevati.

Opportunità al servizio del Retail

Molto spesso le aziende ignorano le opportunità che offre il sistema finanziario a supporto delle imprese.

Nel settore del Retail, in particolare, vi sono due tipi di finanziamenti disponibili: i Fondi Paritetici Interprofessionali e il Credito d’imposta Formazione 4.0.

Vediamo, brevemente, di cosa si tratta:

  • Fondi Paritetici Interprofessionali: tutti i mesi le aziende possono scegliere se versare una quota – pari allo 0, 30% della retribuzione dei lavoratori – all’INPS o ai Fondi Interprofessionali. Se si opta per questa seconda scelta, l’azienda avrà la garanzia che quanto versato – per obbligo (Legge 845/1978) – potrà ritornare in azioni formative volte a qualificare – in piena sintonia con le proprie strategie aziendali – i lavoratori dipendenti.
  • Credito d’imposta Formazione 4.0: prevede un credito di imposta fino al 50% sulle spese sostenute dalle aziende per la formazione del personale dipendente nelle materie aventi ad oggetto le tecnologie utili alla trasformazione tecnologica in ottica 4.0.

I due finanziamenti, qualora i progetti di formazione soddisfino determinati requisiti, possono essere integrati tra loro, costituendo un ulteriore vantaggio per le imprese: da un lato, le agevolazioni previste dal credito d’imposta permettono di recuperare il costo del personale impegnato nella formazione, dall’altro, grazie al fondo interprofessionale è possibile finanziare il corso di formazione.

Sviluppare un programma di formazione efficace

Qualora un’impresa decidesse di investire in un progetto di formazione, da dove dovrebbe partire e a chi dovrebbe rivolgersi?

Sono essenzialmente due i punti dal quale iniziare: reperire e gestire la documentazione necessaria per i finanziamenti e preparare il progetto formativo in base alle esigenze aziendali.

Esistono società di consulenza che si occupano della gestione di entrambi gli aspetti, ma il mio consiglio – dettato da 30 anni di esperienza nel mondo del Retail – è di rivolgersi ad una società che si occupi prevalentemente di formazione. Per quanto esistano aziende molto valide che gestiscono entrambe le fasi, per forza di cose, esse non possono scendere talmente in profondità da raggiungere un’iperspecializzazione sul piano delle competenze da erogare, ecco perché spesso ci si imbatte in percorsi di formazione obsoleti, generici e poco coinvolgenti.

Io e il mio team, ad esempio, abbiamo fatto della formazione il nostro cavallo di battaglia. La nostra metodologia si basa nell’individuare le criticità e possibili mancanze nel modello di servizio del cliente, in seguito, gli elementi raccolti vanno a definire nel dettaglio il progetto di formazione da somministrare al personale, attraverso una modalità in grado di creare coinvolgimento e commitment nei partecipanti.

Neanche la pandemia ha frenato la voglia e l’entusiasmo di trasmettere il nostro know-how di un settore così bello quanto complesso come quello del Retail, sviluppando dei moduli formativi pensati per essere fruiti online. La formazione, dunque, non è un servizio riservato solo ad una nicchia di imprese, ma è uno strumento vantaggioso alla portata di tutte le aziende, anche quelle più piccole, che desiderano crescere e migliorare. Perché avere persone coinvolte e responsabili continuerà ad essere una prerogativa indispensabile per ogni business.

About the Author

Dopo percorsi professionali nel settore commerciale, nel 1989 fonda una società di ricerche marketing, formazione e consulenza che negli anni si è specializzata nel mondo retail, attualmente presente con il brand Cavalieri Retail. La società ha realizzato oltre 2.000 progetti nel settore della distribuzione operando in diversi segmenti del mercato e formato 40.000 persone per i maggiori brand italiani e internazionali.
E’ docente di master specialistici nelle principali Business School e Università italiane. Da 30 anni scrive sulle principali testate del mondo della distribuzione fisica e digitale ed è autore di “Un desiderio chiamato retail“.