Generazioni digitali a confronto

Internet è un posto per tutti: abbiamo ormai imparato da anni che le straordinarie possibilità offerte dalla rete non sono solamente appannaggio dei più giovani, ma anzi sono sempre più studiate in modo da essere accessibili e comprensibili anche per le fasce di popolazione più mature, cresciute in un mondo senza laptop e smartphone. Attenzione però, questo non significa che su internet non esistono differenze generazionali o barriere anagrafiche: ogni fascia di età ha il suo modo di vivere il web, vive spazi digitali diversi e scelte e comportamenti spesso radicalmente opposti. Per chi si occupa di retail – e del suo sviluppo sul digitale – diventa quindi sempre più indispensabile conoscere come vivono la rete le diverse generazioni, e di conseguenza costruire esperienze rilevanti e cucite su misura.

SILENT GENERATION (1925-1942)

Internet non è un paese per giovani, e sono sempre di più gli over 75 che – non senza difficoltà – cercano di imparare a vivere nel mondo digitale. Certo, questa fascia di popolazione non rappresenta certo la più numerosa presente sul web, ma ha assunto delle proporzioni non indifferenti. Secondo i dati Censis-Ucsi di circa 5 anni fa, il 14,3% della Silent Generation è su Facebook e il 6,6% usa regolarmente YouTube. Sono sul web per sentirsi meno soli e per cercare di essere più vicini a figli e nipoti.

BOOM GENERATION (1946-1964)

Sono la generazione che lavora da anni, e che ha visto il mondo trasformarsi sotto i suoi occhi. I “baby boomers” rappresentano una porzione notevole del pubblico online e di chi si occupa di marketing digitale. Amano i social network, e in particolare Facebook: secondo i dati dell’agenzia Sprout Social, oltre il 65% dei boomers usa la creatura di Zuckerberg. Sono più assenti su Instagram, perché generalmente restii alle novità: hanno scoperto il web in età adulta e sono rimasti affezionati alle loro prime esperienze online. Essendo la generazione con il più alto potere d’acquisto è indispensabile avere una strategia per parlare loro in modo comprensibile ed efficace: non serve perdere troppo tempo in fronzoli grafici o in sofisticate strategie di engagement. Parole d’ordine concretezza e intuitività!

GENERAZIONE X (1964-1980)

Hanno visto il muro di Berlino, vissuto il rock e costruito il web: la generazione X è la più social di tutte, ed è stata la prima a popolare la rete. Hanno visto gli sms, i blog, i forum e il boom dei social network, ma ora non sono più così reattivi alle novità digitali. La parola chiave per la loro esperienza online è personalizzazione: avendo vissuto la democratizzazione del web hanno da subito apprezzato le potenzialità di esperienze d’uso cucito sull’utente; il loro approccio alla rete è incentrato sulla produttività e sull’efficienza: sono consapevoli di quello che cercano e acquistano solo quando sono sicuri.

MILLENNIALS, O GENERAZIONE Y (1981-1996)

Se ne è parlato più di qualunque altra generazione: i Millennials sono stati raccontati in lungo e in largo e vivisezionati nei loro pregi e nei loro difetti. Sono la generazione dell’11 settembre e delle reti sociali, e sono i cosiddetti “nativi digitali”, coloro cioè che sono nati in un mondo in cui il digitale era già la norma. Sono perennemente connessi, condividono contenuti di valore e interagiscono con brand e influencer. Vivono online grazie al loro smartphone, consumano rapidamente contenuti real-time e colgono per tempo i nuovi trend. Amano i messaggi brevi e immediati, e hanno una soglia dell’attenzione molto, molto bassa. A differenza delle generazioni più agée, per loro l’estetica è tutto. Parola d’ordine: condividere! Hanno inventato la sharing economy e vedono nel web uno spazio libero di condivisione.

 GENERAZIONE Z (1997-2010)

Non solo TikTok: la GenZ è l’ultima ad affacciarsi sul web, ed è composta da giovanissimi che sono nati e cresciuti in un mondo dove tutto è connesso. Per loro la tecnologia è un naturale prolungamento del loro corpo, e il linguaggio di computer e smartphone è assolutamente naturale. La loro soglia di attenzione media è di 8 secondi e leggono solamente messaggi immediati, customizzati e multimediali. Troppo giovani per essere consumatori? Assolutamente no: secondo molte analisi di mercato entro quest’anno saranno il 40% dei consumatori, e il mondo dell’advertising l’ha già eletto a target privilegiato. Per loro l’esperienza è tutto, e in ogni acquisto cercano qualcosa in più di una semplice transazione commerciale.

Insomma, non esiste il popolo del web: online come offline ogni generazione ha le sue caratteristiche, le sue esigenze e i suoi linguaggi che vanno studiati, approfonditi e maneggiati con cura. Su internet c’è posto per tutti, e con la giusta attenzione è possibile costruire Shopping Experience che sappiano parlare con intelligenza e consapevolezza al proprio target.

About the Author

Classe 1994, laurea in Comunicazione, Innovazione e Multimedialità all'Università di Pavia. Si occupa di marketing, comunicazione politica, digitale e non solo. È analista di TV Talk su Rai 3.