EuroShop-Fiera leader mondiale del Retail

A distanza di qualche settimana dalla conclusione di EuroShop 2020, ho chiesto a Davide Cavalieri di raccontarci le sue impressioni e riflessioni sulla più importante fiera mondiale del commercio al dettaglio, che ogni 3 anni catalizza l’attenzione degli operatori di settore.

Una manifestazione che quest’anno ha visto la partecipazione di 2.300 espositori provenienti da 57 paesi, con proposte incentrate a coinvolgere, sorprendere, ispirare e far vivere al cliente esperienze senza eguali.

Quali sono le tendenze emerse in questa ultima edizione della fiera di Düsseldorf?

“Per chi opera nell’ambito del , visitare EuroShop è un appuntamento imperdibile, fonte di ispirazione per tutta la filiera. Anche in questa edizione non sono mancate novità e curiosità. Con un unico comune denominatore: l’innovazione digitale, che stravolgerà il tradizionale modello di retail con cui siamo abituati a confrontarci, portando una vera rivoluzione nel modo di approcciare i processi di vendita e di Customer Experience. Ma si tratta di un digitale “umanizzato”, in cui la sfida è quella utilizzare modalità di interazione innovative per valorizzare la dimensione umana e l’unicità delle persone.

Quali sono state le proposte che hanno maggiormente catturato la tua attenzione?

“Difficile fare un riepilogo esauriente. Indubbiamente sono stato colpito dai risultati che possono arrivare dall’utilizzo intelligente e creativo dell’illuminotecnica e della valorizzazione delle immagini. Vetrine e pareti retroilluminate con diffusori sonori, spazi dinamici multisensoriali che combinano immagini, luce, suoni e permettono alle persone di vivere emozionanti esperienze interattive. La luce integrata con le diverse applicazioni tecnologiche di smart lighting consentono al cliente di immergersi in un’atmosfera che cambia e ne valorizza gli stati d’animo. Gli scenari presentati ci indicano come il maggior coinvolgimento sensoriale porti ad amplificare le emozioni, in spazi in cui la distanza tra virtuale e fisico è sempre più ridotta. Ho trovato inoltre molto interessante l’affermarsi di una valenza estetica anche nell’utilizzo di materiali riciclati e riciclabili, molto presenti in questa edizione.  In fiera si è dimostrato come anche i prodotti, i tessuti e i colori ecosostenibili e a basso impatto, non solo risultino versatili e adattabili alle diverse varietà di forme, ma anche esteticamente attraenti, capaci di creare ambientazioni belle e suggestive.”

 Tra i diversi settori, in quale hai riscontrato un più forte impulso innovativo?

“L’ortofrutta si è confermata come il comparto in cui l’utilizzo della può fare davvero la differenza.   Anche qui l’illuminazione, le immagini, i video e tutto ciò che riguarda il design del reparto riescono a modificare il processo di customer journey, evolvendolo. Chi sarà capace di valorizzare i prodotti esposti e “raccontarli” anche attraverso l’interazione con supporti digitali, avrà la possibilità di coinvolgere il cliente e ottenere riscontri commerciali e competitivi indiscutibili.”

Per concludere, ti chiediamo una tua riflessione finale su Euroshop 2020

“In linea generale sono state tante le proposte , anche se sono rimasto alquanto sorpreso della limitata presenza di assistenti virtuali: mi sarei aspettato di vederne di più. Tante innovazioni tecnologiche, ma in ordine sparso. A mio avviso, sono mancati modelli utili e immediatamente replicabili per un’efficace integrazione della tecnologia all’interno del tradizionale store fisico. Penso che il cammino verso un retail omnichannel sia ancora in fase di realizzazione. Per questo, ritengo che EuroShop 2020 sia stata una fiera di transizione nella quale sono emerse alcune interessanti tematiche, ma non se ne sono approfondite altre. Tra queste, in primis, quella della formazione delle persone che lavorano nei punti di vendita. Fattore distintivo e patrimonio strategico nel retail del prossimo futuro: un aspetto che a Düsseldorf, secondo la mia opinione, non ha ricevuto la dovuta attenzione”.

 

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Da decenni nel settore della comunicazione, pubbliche relazioni e ufficio stampa, ho sempre creduto che le relazioni interpersonali siano il vero valore aggiunto.

Dopo aver lavorato in aziende familiari e in multinazionali, nel 2011 ho deciso di mettermi in gioco e di intraprendere la libera professione. Imparare cose nuove, accettare obiettivi sfidanti, trasformare le informazioni in notizie: questa è la mia passione. Ma è soprattutto la possibilità di incontrare persone competenti, capaci e determinate, fonte, per me, inesauribile di ispirazione e stimoli.