Da store a spazio esperienziale

Con il Rinascimento venne introdotta una nuova visione dell’uomo, non più legato solo alla divinità ma come essere naturale, che si muove liberamente nell’ambiente in cui vive e agisce. I nostri connazionali dell’epoca non si adagiarono infatti ad un sentimento nostalgico del passato ma fronteggiarono la situazione con il rifiorire delle lettere, delle arti e della scienza.

Proprio come accadde nel Rinascimento, oggi dovremmo porre l’attenzione sulle opportunità che questa situazione porta con sé, e munirci della capacità di reinventare il presente con nuove creazioni originali da adattare al contesto.

Lo store

Nel retail, rinnovare lo store è uno di quegli aspetti fondamentali da cui ripartire.

Quali sono le tendenze che si sono registrate ultimamente nel campo del design? Lo abbiamo chiesto all’Architetto Alessandro Cesaraccio.

Il lockdown ha sicuramente cambiato il modo di progettare gli spazi sia dal punto di vista di design che esperienziale. Molte sono infatti le realtà aziendali che stanno rinnovando il design dei loro punti di vendita o uffici, introducendo spazi verdi più a misura d’uomo e che sopperiscano quel momento di “fermo” e di distanziamento che ci ha visti tutti coinvolti. Si sta sperimentando dunque la creazione di aree green non convenzionali dedicate alla socializzazione e ad altre attività lavorative, sfruttando meglio gli spazi a disposizione e creando percorsi che stimolino la curiosità e l’interazione tra le persone.

Passato e presente

Non dobbiamo creare una cesura con il passato ma un rapporto sincretico. Solo così possiamo dare continuità a quello che abbiamo fatto sino ad oggi.

Per fare un esempio, pensiamo al negozio Olivetti del 1958 a Venezia progettato da Carlo Scarpa, un’opera di grande respiro e trasparenza.

Oggi questo spazio riesce ancora a suscitare, a distanza di decenni, stupore e curiosità tra i visitatori. Perché continua ad accadere? Qui entra in gioco il concetto di bellezza, cioè quella capacità di appagare l’animo attraverso i sensi. Tutti parlano di bellezza e tutti cercano di raggiungerla, ma nessuno ha ovviamente una formula per poter ricreare ad hoc qualcosa che appaghi nel tempo. L’uomo rinascimentale si era posto queste stesse domande sull’architettura classica, si era interrogato su cosa le rendesse belle e perfette e ha cercato di cogliere l’essenza del bello. Ha inseguito i canoni estetici non cercando di ripetere e copiare i grandi classici, ma cercando di capire perché un determinato elemento era in grado di suscitare un senso di bellezza nell’osservatore. Ed è un po’ quello che dovremmo fare noi oggi nel ripensare nuovi spazi esperienziali.

Le neuroscienze a supporto del retail

Le neuroscienze hanno acquisito grande importanza anche nel retail perché lo studio dell’elaborazione neuronale e la capacità di elaborare informazioni da parte del nostro cervello, ci consente di poter analizzare quei processi cognitivi ed emotivi di cui non abbiamo il controllo razionale e di cui siamo (parzialmente o totalmente) inconsapevoli.

Il Professor Giacomo Rizzolatti, neuroscienzato italiano, ha scoperto l’esistenza dei neuroni specchio, cioè quei neuroni che si attivano involontariamente quando un individuo esegue un’azione o quando lo stesso individuo osserva la medesima azione compiuta da un altro soggetto e che possono suscitare sensazioni di piacere, di repulsione, ecc.

Prevedere e comprendere le azioni dell’altro e immedesimarsi con le altre persone può essere pertanto efficace per migliorare il processo di acquisto perché quando si progetta uno spazio è fondamentale che questo sappia far vivere esperienze e abbia dunque qualcosa da raccontare.

Quando un cliente entra in un negozio deve sentirsi bene, deve fare un’esperienza multisensoriale, e lo spazio architettonico, i colori, la musica i profumi aiutano in questo.

Uno spazio ben progettato ed equilibrato può creare un momento di benessere, che porterà il cliente ad entrare in un negozio piuttosto che comprare da un e-commerce e vedersi consegnare dal corriere un anonimo pacchetto.

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Architetto e Founder ARS Progetto