Coinvolgere e conquistare il pubblico attraverso un uso consapevole della voce

Ho 3 domande su cui riflettere!

Sappiamo davvero con quale voce si entra in empatia con qualcuno?
Sappiamo qual è l’intonazione giusta per fare una domanda?
Sappiamo con quale volume di voce fare una Call to Action?

Magari si o ce ne siamo fatti un’idea…ma è anche importante imparare la tecnica giusta e poi farla nostra e “intonarla” al nostro modo di essere, per risultare autentici e non artefatti.

Gli attori e i presentatori sono i migliori modelli da seguire. Quelli bravi, sanno incantare il pubblico con una battuta. La fanno sembrare vera, amalgamano tra di loro gli elementi espressivi, articolando con forza e vigore, e si lasciano traportare dalle emozioni.

La nostra voce è importante! E può influenzare chi ci ascolta anche a livello fisico…avete presente l’espressione: “Ha una voce da brividi!”?

Perché?

È semplice. Perché è il primo link di connessione con il pubblico, il primo elemento con cui possiamo colpire le persone che abbiamo di fronte e lasciare un segno, anche fisico come un brivido! È il modo in cui trasmettiamo il nostro messaggio e, spesso, la causa di insuccesso sta nel fatto che sappiamo parlare ma non sappiamo usare lo strumento voce. O meglio, lo sappiamo usare nella vita di tutti i giorni, ma non sempre siamo pienamente consapevoli di ciò che manifestiamo o di ciò che arriva davvero al nostro interlocutore. E questo è ancora più vero quando si tratta di uno speech sul palco o in video.

Se è stentata, moscia, senza energia, disarticolata, piatta, con un volume troppo basso, disarmonica, imprecisa, sgraziata e magari pure monotona…non facciamo una bella figura!

Proviamo a pensare alle nostre naturali doti vocali.

Durante la giornata usiamo, senza accorgercene, un’infinità di voci diverse. Quando ci svegliamo di malumore, oltre ad avere la voce impastata perché le corde vocali sono ferme da un po’, bofonchiamo e grugniamo. Quando, invece, la giornata inizia col piede giusto la nostra voce è sorridente e amorevole nel salutare il mondo. In macchina, se qualcuno ci taglia la strada diventa aggressiva, mentre volano improperi a volume alto. Non dite di no…perché ogni tanto scappano a tutti.

Sul lavoro, abbiamo una voce gentile con le persone simpatiche e sbuffiamo quando abbiamo a che fare con un cliente impossibile. Se ci confidiamo con qualcuno la voce è lenta, con un volume basso, dolce. Quando siamo di fretta, la voce è un po’ ansimante. In pizzeria con gli amici è squillante, mentre al ristorante a lume di candela sarà più sommessa.

Insomma, in base al contesto, la voce accompagna sempre i nostri stati d’animo e le emozioni nostre e di chi ci ascolta.

E perché quando siamo lassù, sul palco, o in video o abbiamo a che fare con una situazione professionale che ci spaventa un po’ diventiamo monotoni, piatti e privi di espressività?

Tutto passa attraverso sentimenti ed emozioni.

Qualsiasi messaggio, per essere recepito e raccolto, deve superare le barriere della diffidenza, imprimersi nella memoria, emozionare e conquistare, anche grazie alla voce che impieghiamo.

Possiamo usarla per allontanare o per avvicinare le persone, per incutere timore o creare amicizia e condivisione, per renderci antipatici o simpatici, per disprezzare o fare un complimento, per fare una ramanzina o per dare un buon consiglio. E questo è importantissimo anche nel retail.

Del resto basta pensare a come percepiamo le voci altrui. Una voce ferma, dalle tonalità basse e con l’uso di pause nette ci ispira serietà e genera in noi un sentimento di fiducia in chi parla, non a caso è quella più utilizzata dagli speaker in Tv.

Se riceviamo una telefonata e sentiamo un tono molto grave, ci salta il cuore in gola perché pensiamo subito al peggio. Essere accolti in un negozio da una voce apatica e priva di entusiasmo, ci fa venir voglia di fare dietrofront e andare nel negozio accanto dove il personale è più cordiale.

Udire un suono sommesso e spezzato, con un volume basso, accompagnato da pause troppo esitanti ci suggerisce che quella che abbiamo di fronte sia una persona un po’ insicura e impacciata, ma se quel suono è, sì, sommesso ma pulito e accompagnato da un dolce sorriso, ecco allora che ci sentiamo a casa, protetti e accolti con empatia.

Un modo di parlare troppo serio, troppo tecnico o freddo, ci mette a disagio, mentre una parlata troppo cadenzata, melliflua, snob o ampollosa ci annoia a morte.

E poi, ancora, che bello quando una voce chiara, cristallina, sorridente ed energica ci mette di buon umore. Un tono tagliente, secco e sbrigativo, invece, ci indispettisce, così come chi è troppo acuto o stridulo ci trasmette poca attendibilità.

Infine, una voce precisa, sicura, elegante e priva di cadenze dialettali ci induce a ritenere che chi sta parlando sia una persona colta, distinta e importante.

Parlare con le persone non significa solo “comunicare qualcosa”, ma significa interagire e stimolare delle reazioni, altrimenti le parole diventano solo un suono di scarso interesse.

La voce è un tratto distintivo molto forte del fascino personale ed è lì, a nostra disposizione. Possiamo farne un uso fastidioso, come le unghie sulla lavagna, noioso come una pessima tiritera o trasformarla nella più incantevole delle melodie. Imparando a controllare i tipi di pause, il tono, il tempo, il volume, l’intensità di espressione e conferendo il giusto peso alle singole parti del discorso, possiamo diventare più interessanti, più motivanti, più persuasivi.

Comunicando con piacere e divertimento le nostre idee o i nostri prodotti, il pubblico, i clienti e i nostri interlocutori in genere ci restituiscono interesse e partecipazione perché si sentono gratificati dall’attenzione che gli stiamo dimostrando con il nostro trasporto e la nostra passione. E poi accade una cosa meravigliosa: diventiamo più affascinanti, sicuri e credibili perché noi stessi ci sentiamo così. L’autogiudizio scompare, corpo e cervello si sbloccano e il benessere prende il posto della paura.

 

 

 

 

About the Author

Attrice, Presentatrice e Speaker – VOICE & COMMUNICATION Trainer e Official Trainer certified FOURVOICE COLORS® METHOD
Ho un'esperienza di 30 anni nel cinema, teatro, televisione, radio e pubblicità e da oltre 20 anni sono formatrice in corsi di comunicazione empatia, assertiva, carismatica, recitazione e dizione.
Ideatrice del metodo WORKINACTION®.