A bordo del brand

46 metri di altezza per 5 di larghezza. Ventisei tra sottufficiali, sottocapi e comuni, pronti a scendere a una profondità operativa di 300 metri. Due motori diesel, che l’equipaggio chiama Turiddu e Ianuzzu.

E un motto: Vincere ad ogni costo.

Stiamo parlando del sottomarino Enrico Toti. Cos’ha in comune con il mondo retail?

Fin troppo facile immaginare il mercato come un oceano ricco di risorse quanto di insidie. Figuriamoci poi se chi ci si avventura ha un motto così impegnativo.

Anche per ogni brand, immergersi ogni giorno nell’ambiente fluido e mutevole del mercato richiede strategia, visione, capacità di analisi. E padronanza di caratteristiche personali ed emotive capaci di fare fronte a dure prove.

Per questo, salire a bordo di un sottomarino ci permetterà di sperimentare competenze molto utili.

La missione

Chi sale a bordo deve dimenticare se stesso. L’equipaggio è focalizzato su un solo obiettivo: il cliente. Che ci sentiamo eroi, o prigionieri dei limiti che ci circondano, non possiamo dimenticare che il nostro obiettivo si trova là fuori, nel mare. E che quel mare si muove di continuo.

I data

Si naviga al buio. Il nostro sommergibile non ha oblò, strategia necessaria a sopportare la pressione. Ogni tanto si può sollevare un periscopio per osservare quello che ci circonda in superficie. Ma più si scende in profondità, più aumentano le tenebre. C’è bisogno di un sonar che acquisisca dati, informazioni indispensabili per ottimizzare ciò che esiste. Ma per chi vuole vincere non basta: solo la ricerca trasforma quei dati in strategia.

La rotta

E’ il momento di tracciare la rotta. Non necessariamente la più breve, meglio quella in grado di aggirare insidie e raggiungere non solo il nostro obiettivo, il cliente, ma anche le sue esigenze e i suoi bisogni, a cui dare risposte puntuali e coerenti.

I motori

La macchina è viva. I motori hanno un nome. Non c’è frattura tra persone e tecnologia. L’integrazione è fluida, come l’elemento in cui siamo immersi.

Ogni dispositivo, ogni canale, ogni interazione è un punto che deve essere unito in un’unica customer journey ricca, emozionante, gratificante. Non siamo cacciatori di like ma cercatori di innovazione, con gli strumenti di bordo sempre accesi sui segnali del cambiamento.

Il coraggio

Potete pensare di lanciarvi in una missione a bordo di un sottomarino senza portarvene una buona scorta? Di fronte a situazioni di crisi, spesso la risposta corretta non è rischiare di meno, ma comprendere la natura della sfida. Portatrici di coraggio sono le persone che lavorano a bordo. In un sottomarino per ogni cuccetta si alternano due persone. La cosiddetta branda calda. Chi finisce il turno si corica nel letto ancora caldo di chi si alza per prendere servizio. Entrare nella branda ancora calda di un collega significa non solo condividerne il lavoro, ma anche la forma e la temperatura dei pensieri e dei valori.

Per farlo ci vuole coraggio, lo stesso che servirà per accogliere le voci dall’esterno. Con il cliente non basta condividere parole. Dobbiamo aderire al suo mondo, rispettare il suo equilibrio. Se perdete gasolio, non vi aspettate che il mare vi apprezzi.

Il sottomarino del brand si alimenta anche con etica, attenzione, responsabilità. La generazione Z non accetterà prodotti non compatibili con il proprio mondo.

La pace

Non siamo in missione di guerra, Quello che ci interessa è creare una relazione di scambio positiva, capace di crescere con il contributo portato da un cliente che si trasformerà in partner una volta raggiunto. A patto che gli si conceda di interagire con noi nel modo che ritiene più opportuno.

Il modo di relazionarsi dei clienti richiede la possibilità di guardare, toccare, lasciarsi avvicinare.

Il product placement è il momento d’arrivo, quello in cui scoprire che di fronte a noi non c’è un nemico da conquistare, ma una persona collaborativa, che in un processo anche “distruttivo” e di utilizzo inatteso può fornirci nuovi stimoli e utilizzi.

Proprio come il sottomarino Toti, che oggi si trova in un museo di Milano, dove ognuno di noi può passare qualche minuto a bordo di una metafora di vita e di lavoro.

Ad accompagnarci in questa esperienza potrebbero essere i nostri figli, le persone che amiamo, che magari di retail ci capiscono poco, e a cui forse non interessa nemmeno vincere a ogni costo, ma che ogni giorno influenzano in modo decisivo ogni nostra prossima rotta.

 

Photo by Ylanite Koppens from Pexels

About the Author

I linguaggi sono il suo campo di specializzazione. All'attività di autrice, sceneggiatrice, headwriter per Rai, affianca attività di consulenza e formazione per le imprese, con particolari applicazioni nel campo del retail.
Un’intensità attività autorale e di scrittura l’ha vista autrice e regista di numerosi spettacoli teatrali e musical. Ha pubblicato il romanzo Mariposa per Divergenze editore, oltre ad alcuni saggi e libri per bambini e famiglie.